Arte e Cultura

Giovanni Lucenti - Il poeta della pittura

autore Angelo Cintoli 16 September 2021
Autoritratto

"C'è al mio paese

un lungomare

aperto ad occidente

dove sovente

sul far della sera

il cielo traspare

in così iridescente

candore

che in esso spaziare vorrei

come eterno

sorriso di luce"

(Giovanni Lucenti, 5 Marzo 1969)

Questa è una delle poesie scritte da Giovanni Lucenti, attraverso la quale, secondo il mio modesto parere, è più facile comprendere gran parte della sua opera pittorica. L'immagine vive grazie ai colori ed ogni elemento della natura, posizionato al suo posto, trasmette emozioni ed ha la necessità, tale immagine, di rimanere intatta nel tempo. 

Immagine rimossa.

In occasione della mostra allo Spazio Cultura Meno Assenza, 'Giovanni Lucenti 1944-1991 - Opere Scelte', in allestimento fino al 30 Settembre 2021, ci è sembrato il caso di approfittarne per avere un approccio conoscitivo con l'artista pozzallese. L'evento culturale, promosso dal comune di Pozzallo e curato dal docente di Lettere e Storia dell'Arte Marco Napolitano è un progetto pensato per commemorare Giovanni Lucenti, uno dei più grandi maestri che la comunità pozzallese abbia avuto in seno, nell'occasione del trentesimo anniversario della sua scomparsa. 

Nato il 10 Maggio 1944 a Pozzallo, figlio di Ignazio Lucenti e Rosa Migliore, completò il proprio corso di studi all'Istituto d'Arte di Siracusa all'età di 19 anni, iniziando in quel periodo a partecipare a mostre collettive e personali, riscuotendo ovunque gli apprezzamenti della critica, fino a raggiungere mete più rinomate, quali Salso Maggiore Terme e Milano. La sua prima grande personale esposizione l''ha tenuta a Ragusa, nel Palazzo della Provincia nel 1974. Successivamente inizia ad insegnare Educazione Artistica presso le scuole medie statali di Scicli e di Pozzallo. Sposa Salvina Nuzzarello ed è padre di tre figli. Le sue Opere sono state apprezzate da artisti e critici d'arte nazionali, oltre che dai colleghi locali e dagli amici di una vita. Su tutti spicca Rodolfo Cristina, dal Lucenti considerato suo maestro. "Conosco Giovanni Lucenti da oltre un decennio e so con quanto amore e quanto impegno egli si applica al suo lavoro, senza mai venire meno a quei rigori e a quella serietà essenziali per realizzare un'opera pittorica. La sua è una ricerca di valori, di volumi, di forme e di espressione." Le parole a lui rivolte dal maestro nel 1974. 

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La mostra dedicata a Giovanni Lucenti ha l'intenzione di essere un continuum di un progetto più ampio avviato nel 2019 con la mostra dedicata a Rodolfo Cristina. Direttamente dal testo dell'opuscolo destinato ai visitatori dell'evento, estrapoliamo le parole di Marco Napolitano relative allo scopo ultimo di tali iniziative. '...Opere Scelte è l'esempio eloquente di come l'intraprendenza dei professionisti appartenenti alla società civile e l'attenta visione di un'amministrazione possano incontrarsi e far convogliare risorse pubbliche nell'investimento in ciò che amiamo definire infrastruttura culturale: quel complesso di elementi immateriali, simbolici e memoriali che fanno comunità responsabili. Il nostro obiettivo non è solo quello di operare un intervento di manutenzione storica, morale e civile, riunendo, per la prima volta dopo decenni, i membri della comunità pozzallese intorno alle opere di un amato concittadino illustre, ma anche, e forse soprattutto, quello di facilitarne l'incontro con chi, durante un arco temporale tanto lungo, non ha ancora avuto l'opportunità di conoscerlo. In questa opera di saldatura generazionale consiste concretamente la più importante funzione comunitaria del concetto di infrastruttura culturale. 

Ritengo, dal mio punto di vista, che tale saldatura generazionale abbia avuto i suoi positivi effetti. In tal senso, questo articolo vuole dare risalto non solo all'artista e alla sua opera di qualità e di bellezza unica, ma anche al valore di eventi come questo, il cui seguito e successo può solo giovare alla comunità tutta. 

Sempre all'interno dell'opuscolo (in foto sotto) sono presenti gli interventi di docenti ed intenditori d'arte che ricordano il Lucenti dando nell'insieme una visione ampia dell'artista, facendone apprezzare l'opera e la persona da diversi punti di vista. 

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Le parole del sindaco Roberto Ammatuna, come presentazione dell'evento, ci sembrano adeguate a nutrire speranza verso una sempre maggiore attenzione alle tematiche culturali:

" L'eredità di una città può essere costituita da edifici storici, da beni artistici, da attrazioni paesaggistiche che conferiscono naturale bellezza al luogo, ma questa ricchezza senza l'azione vigile e operosa di tutti e senza l'impegno talentuoso di chi amplifica con la propria sensibilità artistica rimane puro e semplice elemento di contorno. Ogni artista, infatti, è un motore ed un acceleratore di cultura, creatività, progettualità e ricerca utile al progresso della collettività civile...".

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Riportiamo di seguito le belle parole dedicate all'artista in questione da Luigi Rogasi all'interno del suo libro 'Pozzallesi del XX Secolo':

"Artisticamente parlando, Giovanni Lucenti aveva senza dubbio goduto di quel grande dono naturale che non appartiene a tutti ma soltanto a pochi privilegiati: quel dono cioè di saper parlare agli altri con il linguaggio dei colori, espressione sostanziale della versatilità dei sentimenti e dell'anima di un pittore, la cui opera è destinata a durare nel tempo. Perché le sue tele sono una testimonianza tangibile che va oltre la vita: grazie soprattutto alla sua pennellata elegante che, secondo Enzo Leopardi, riusciva a fondersi con le sottili vibrazioni del colore, in un clima poetico di grande respiro."

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Non resta che invitarvi a visitare la mostra nei pochi giorni rimasti,allo Spazio Cultura Meno Asseza, anche solo per curiosità. Non bisogna essere artisti o sensibilmente predisposti per guardare un quadro. A volte la bellezza, o semplicemente il contatto diretto con un opera d'arte può suscitare emozioni, ricordi (nel caso di Lucenti sicuramente, dato che i suoi paesaggi rappresentano luoghi che chiunque di noi pozzallesi ha almeno visto in passato ma anche tuttora, nelle campagne vicine alla città). 

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