Novità e Curiosità

La flotta di Pozzallo

Un breve riassunto di alcuni velieri pozzallesi.
autore Daniele Cicero 09 June 2021
Flotta Pozzallo

Riscoprire il fascino antico di storie legate a Pozzallo, paese dove vivo da trent'anni (tutta la mia vita, praticamente), è un hobby che mi ha affascinato da sempre. Ed è anche un mio personalissimo modo di viaggiare, sperando che anche voi lettori possiate unirvi a me.

Il mio scopo non è soltanto quello di narrare fatti e citare date, come farebbe uno storico, ma è anche quello di provare ad immergermi in un'atmosfera distante cento anni, quando Pozzallo era il fiore all’occhiello della navigazione dell'intera provincia e quando gli armatori possedevano una vera e propria flotta di velieri.

Flotta numerossisima, che con le tecnologie moderne e il nuovo sistema di navigazione non potrebbe esistere, dotata di storie e di sentimenti che la legano agli uomini.

Attraverso testimonianze raccolte tra il 1989 e il 1990 dalla scrittrice storica Grazia Dormiente, vi parlerò dei velieri più belli che hanno solcato i mari davanti alla nostra città.

Carmelo Salonia 

Immagine rimossa.
Il Carmelo Salonia, appartenuto ai fratelli Adele e Carmelo Salonia, era una goletta di 230 tonnellate che aveva girato in lungo e il largo il Mediterraneo dagli anni '20 del secolo scorso, sotto il comando del capitano Giuseppe Salonia. Fu varato con il nome Elvira, probabilmente figlia del primo armatore - come si usava all'epoca.
Durante la Seconda Guerra Mondiale fu requisito dalla Marina per scopi bellici e affondò nel 1949 a largo del Golfo di Napoli, a causa di una falla allo scafo, mentre trasportava un carico di alite. L'equipaggio riuscì a salvarsi segnalando la propria posizione con razzi luminosi, attirando l'attenzione della petroliera Brezza di Genova.

Cuore di Gesù
Il Cuore di Gesù era una grossa nave da carico (bastimento) che, nel 1947, scrisse una pagina di cronaca nera per la nostra città: la nave urtò una mina galleggiante a largo dell'isola d'Elba e del suo equipaggio, interamente pozzallese, non si salvò nessuno purtroppo.

Serravezza
Era un piccolo veliero di 65 tonnellate di proprietà del capitano Francesco Palumbo, comprata nei cantieri di Viareggio nel 1933. L'imbarcazione, leggera, era particolarmente adatta per tratte brevi e veloci ma Palumbo, intenzionato a espandere i propri affari, lo fece motorizzare a Castellammare di Stabia nel 1940. In piena Seconda Guerra Mondiale, ancorata nei pressi di Capo Milazzo, fu colpita dalla bomba di un aereo alleato.

Francesco E

Immagine rimossa.
Lo stesso Palumbo, per rifarsi dalla tragedia, acquistò la Francesco a Gela nel 1943. Un'imbarcazione adatta al cabotaggio che il capitano fece motorizzare a Siracusa nel '44 con un motore Benz di un'imbarcazione militare tedesca.
La nave fu venduta nel 1952.

Raffaele Pandolfi
Questo veliero, attivo dagli anni '10, era particolarmente adatto a brevi spostamenti e carichi pesanti. Trasportava principalmente petrolio per illuminazione pubblica, in fusti, in tutta la lunga tratta tra Pozzallo e Genova. Il capitano era un vecchio lupo di mare molto noto ai suoi concittadini, Gioacchino Sigona.

Bice

Immagine rimossa.
Il veliero pozzallese più grande, di 450 tonnellate, fu assemblato a Viareggio nel 1927 e acquistato un anno dopo da Michele, Giuseppe e Francesco Barrera. Le sue vele portarono i marinai lungo tutto il Mediterraneo per più di un decennio, prima di essere motorizzato nel 1941 a Torre del Greco. Nello stesso anno, ancora per motivi riguardanti la guerra, fu requisito dalla Marina italiana, che mantenne comunque l'equipaggio.
Durante una rotta in direzione di Gela, il bastimento fu attaccato da un sommergibile inglese; il capitano e i marinai furono imbarcati in una scialuppa di salvataggio e assistettero alla completa distruzione della nave a colpi di cannone.


Peppina Ammatuna

Immagine rimossa.
Giuseppe Ammatuna, fratello della figlia scomparsa dell'imprenditore Tommaso, fu capitano di questa grande goletta da 240 tonnellate dal 1913 al 1948, anno in cui fu portato al cantiere di Siracusa per la demolizione. Appena due anni prima era stato motorizzato a Mazara del Vallo.

Unione

Immagine rimossa.
Martingana a vela di appena 80 tonnellate, apparteneva al già citato Tommaso Ammatuna ed effettuava viaggi da Pozzallo a Napoli per caricare oggettistica per barche da pesca, per conto dello stesso Ammatuna: egli era proprietario infatti di un negozio di attrezzature nautiche. L'equipaggio era esiguo: capitano, nostromo, un mozzo e quattro marinai.

Francesco Barrera

Immagine rimossa.
Altro veliero di grande portata era il Francesco Barrera, costruito a Castellammare di Stabia  nel 1912 e attivo fino agli anni '40, di 180 tonnellate. Apparteneva ai fratelli Domenico, Martino, Luigi, Innocenzo e Salvatore Barrera. Trasportava un po' di tutto tra l'Italia e Malta ma, a causa di un irreparabile danno allo scafo, fu demolito dal Cantiere Amenta di Pozzallo. 

Immagine rimossa.

Per qualsiasi inesattezza storica, per qualsiasi suggerimento o implemento all'articolo, l'autore e il sito restano a vostra completa disposizione. Contattateci attraverso la nostra Pagina Facebook.