Martino Sansone, una vita per l'arte
Il 27 dicembre dello scorso anno ci ha lasciati Martino Sansone, 73 anni, una vita intera per il disegno e la pittura, stroncata da un malore che lo affliggeva da tempo.
Tante, tantissime famiglie pozzallesi conoscevano di persona l'artista, apprezzandolo per i suoi lavori, spesso commissionandogli opere che il maestro eseguiva con immenso piacere, per illuminare una nuda parete bianca e impreziosire una stanza, un'intera casa.
Era anche un grande appassionato di musica - si dice che fosse un ottimo tenore e che la sua versione di "Granada" di Claudio Villa tenesse testa all'originale - e a cavallo tra gli anni '50 e '60 fece parte della storica band pozzallese AISCOZ (di cui magari parleremo più approfonditamente più in là) in qualità di vocalist.
Tornando a pennello e tempere, che avevano da sempre fatto parte della vita di Martino Sansone, Pozzallo risultava troppo piccola per il suo talento e troppo bigotta per la sua vita privata, per questo scelse di emigrare negli Stati Uniti. Dall'altra parte dell'oceano, ebbe modo di affinare la propria tecnica e il suo stile, nonché approfondire la conoscenza di sé stesso.
Tornato in patria, ha trascorso serenamente la sua vita facendo ciò che più gli piaceva: disegnare ma soprattutto vedere nei volti degli altri la stessa emozione che provava in cuor suo.
E quale miglior modo di omaggiare un artista se non quello di esporre (in minima parte) le sue opere?
I dipinti appartengono tutti a privati, ai quali il pittore rilasciava regolari atti di vendita e, nel mezzo, tre di questi sono esposti a casa mia. Ho avuto la fortuna e l'onore di conoscerlo da piccolo.
Buona visione.