Storia e Territorio

Il 'Comunello' - Parte Uno

Nel 1817 Pozzallo sembra avere le carte in regola per acquisire l'autonomia amministrativa che da qualche anno ormai sembra inevitabile. Tuttavia la strada verso l'identità di Comune è ancora lunga e lastricata di ostacoli.
autore Angelo Cintoli 20 July 2021
Spiaggia e Torre Pozzallo

Nel 1817 Pozzallo sembra avere le carte in regola per acquisire l'autonomia amministrativa che da qualche anno ormai sembra inevitabile. Tuttavia la strada verso l'identità di Comune è ancora lunga e lastricata di ostacoli, oltre che resa complicata dagli amministratori Modicani, i quali non vogliono svincolare il 'Comunello', naturale prolungamento verso il mare della Contea di Modica, nonché fulcro negli ultimi anni importantissimo per gli scambi commerciali marittimi e dunque senza dubbio gli interessi economici contribuiscono alle resistenze da parte di Modica a rendere autonomo Pozzallo. 

In applicazione della riforma amministrativa decretata da Ferdinando I nel 1817, viene predisposta la prima lista degli eleggibili del 'Comunello' di Pozzallo il 16 Dicembre del 1819, dopo lunghe resistenze di Modica, come capoluogo che ostacolava qualunque autonomia del suo tradizionale 'caricatoio'. L'elenco di questi eleggibili contava soltanto 15 soggetti. L'evidente sottodimensionamento della lista solleva nella borgata non poche proteste, che portano dopo varie tergiversazioni l'aggiunta di altri 6 eleggibili. 

Ma a Palermo le autorità Borboniche non sono soddisfatte di come procedono le cose nel centro marinaro e nell'aprile del 1820 il ministro marchese Ferreri se ne lamenta con l'Intendente, avanzando il sospetto che il vero obiettivo dei modicani fosse quello di soffocare sul nascere la formazione di un élite locale in grado di sostenere la battaglia per l'autonomia amministrativa. 

Immagine rimossa.

Fino all'istituzione del nuovo Comune, Pozzallo viene amministrata dal Decurionato di Modica, il quale indicava un Eletto e un Ispettore di polizia nel 'Comunello'. 

Nel dicembre del 1825 i maggiorenti del paese avanzano istanza all'Intendente di Siracusa per la nomina di un giudice supplente in loco allo scopo di garantire giustizia e ordine pubblico. E' il periodo in cui Pozzallo è in preda all'abbandono, è oppressa da tasse e dazi che non favoriscono le attività commerciali, manca di infrastrutture essenziali, cosicché viene sollevata per la prima volta la questione dell'autonomia comunale a livello pratico. La richiesta viene fatta al Decurionato di Modica, dove trova ovviamente una pessima accoglienza. Queste le parole del secondo Eletto Pasquale Denaro:

-...Il 'comunello' conta appena 1132 abitanti, non è neppure 'collettato'(senza ruoli d'imposta separati) e soprattutto sarebbe privo di persone idonee per censo e cultura a ricoprire cariche pubbliche...

L'Intendente Montenero non è però dello stesso avviso:

- ...tutte le circostanze concorrono a persuadere che il Pozzallo dovrebbe formare un comune da se stesso...

E il 18 Febbraio 1826 affida ad un suo fidato amico ragusano, don Mario Schininà, il compito di raccogliere veritiere informazioni e di riferirgliele riservatamente. La sua inchiesta è rapidissima e per il barone ragusano concedere autonomia di governo a questo centro mercantile vuol dire creare ricchezza e moltiplicare le occasioni di sviluppo del territorio. 

Confortato dal parere di Schininà, l'Intendente sottopone la questione al Luogotentente generale del Regno a Palermo, che il 19 Maggio detta le procedure da seguire:

Il parere obbligatorio del Decurionato di Modica, la delibera del Consiglio d'Intendenza e il Decreto Reale.

Da Siracusa parte così il 2 Giugno l'officio al Sindaco di Modica, Pietro Ascenso, che però assume subito comportamenti dilatori per rinviare con vari pretesti la convocazione del Decurionato per ben quattro mesi. Il 2 Settembre 1826 così si esprime all'unanimità la mozione:

- ...ritenuto che questa non è la prima volta in cui quel comunello tenta invano di sciogliere i vincoli naturali della Madre Patria; ponderate le circostanze che Pozzallo non forma una colonia permanente, perchè ritirati in Modica tutti quelli che per ragione dei rispettivi poderi vi vanno nel solo tempo della coltura e della ricolta, e quegli altri che vi sono richiamati dal bagno marino, lo resto non è che marinai addetti alla pescaggione; considerato inoltre che tale comunello difetta d'acqua e di territorio, cause piuttosto spopolatrici che promoventi a ingrandirlo; considerato finalmente che tutta la popolazione non presenta un eleggibile, talché l'Eletto che vi risiede è un naturale di Modica; è sentimento del Consesso che al pari delle altre volte questo nuovo tentativo sia respinto. 

A stoppare questa prevedibile opposizione di Modica, il 16 Novembre interviene la decisione del Consiglio d'Intendenza, il quale ritiene di proseguire l'iter della separazione amministrativa sulla base di precisi parametri: la popolazione presente accertata è di 1280 abitanti; per l'approvvigionamento idrico era al momento sufficiente un pozzo privato al centro della borgata; esisteva un numero sufficiente di cittadini 'alfabeti' capaci di ricoprire le cariche amministrative. L'unico problema adesso è quello di individuare i confini territoriali, problema non di poco.

Immagine rimossa.

La vicenda assume così tinte drammatiche. Il sindaco Rizzone non solo dipinge un quadro fosco per la sua Modica, ma pure prova ad argomentare che Pozzallo una volta staccato da Modica avrebbe perduto il concorso di tanti professionisti e proprietari legati da vincoli d'affari e di parentela al borgo marinaro, isolandosi in una triste desolazione. Pertanto a Siracusa il Consiglio d'Intendenza rallenta le procedure per l'autonomia e invita l'Eletto Filoramo a moderare i termini sull'espansione del territorio di Pozzallo, e in tal senso interviene a far da moderatore ancora il barone Schininà. 

Così il 12 Giugno del 1829 Francesco I re delle Due Sicilie firma il decreto di Erezione di Pozzallo a comune autonomo; l'articolo 2 del decreto prescrive altresì che la separazione da Modica deve essere preceduta dalla ripartizione del territorio, dei beni patrimoniali e dei rispettivi oneri, dalla redazione dello stato discusso e dalla formazione della prima lista di eleggibili. 

Pozzallo era divenuto effettivamente comune autonomo, tuttavia la ristrettezza del territorio concesso da Modica e le controversie con quest'ultimo comune da cui ci si è distaccati rendono ancora per qualche anno le cose complicate, tant'è che si deve attendere il 24 Giugno 1833 affinché il comune abbia assegnato definitivamente il suo territorio, seppur minuscolo e striminzito per poter soddisfare le esigenze della popolazione sempre in maggior espansione. 

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