Il Caricatore
C'è quel locale lì, letteralmente sul mare, che porta lo stesso nome della storica, bellissima terrazza pozzallese, la Zabbatana. Una parola siciliana, a tratti arabeggiante, come tante altre nel vocabolario di questa articolata lingua.
Dietro me, divertimento e cocktail, in una delle tante estati prive di restrizioni e mascherine, davanti a me il mare. Sempre lì, a vegliare sulla perla del Mediterraneo.
Come dev'essere stato bello, secoli fa, trovarsi a vagheggiare da queste parti, con le navi a pochi metri dalla scogliera e i marinai intenti a caricare grano e a fare scorte di viveri. Sì, era questo che si faceva nel XIV secolo qui alla Zabbatana, quando Pozzallo altro non era che un'estensione della Contea di Modica e pochissime casupole sorgevano nei pressi del mare.
All'epoca, la produzione di grano della Contea era vasta e florida e la nobile famiglia dei Chiaramonte, Conti di Modica, ordinò la costruzione di magazzini, pontili e scivoli per favorire il trasporto e lo stoccaggio di ciò che un tempo era tanto importante quanto l'oro, se non di più, il grano appunto.
Nacque il "Caricatore" e con esso la prima vera attività portuale pozzallese (c'è da aggiungere che il posto era già conosciuto dai naviganti del Canale di Sicilia, grazie alle sorgenti di "Pozzofeto" e della "Senia", segnalate sulle antiche carte nautiche).
L'attività restò parecchio redditizia anche con il cambio della guardia, quando i Chiaramonte lasciarono spazio ai Cabrera, famiglia spagnola d'alta nobiltà fedele alla casata degli Aragona, divenuti nel frattempo sovrani dell'isola di trinacria.
Dev'essere stato pauroso trovarsi lì nei paraggi, a vedere giungere i velieri dei pirati, pirati saraceni, mai del tutto arresi all'idea di aver dovuto abbandonare la Sicilia. Sentirsi presi dal panico, costretti a rifugiarsi lontano dal mare, per via delle feroci scorrerie degli arabi, che razziavano il Caricatore, uccidevano, e se ne ritornavano in Medio Oriente col prezioso bottino.
Fu Giovanni Cabrera, figlio del primo Conte della famiglia spagnola, a chiedere e ottenere al re Alfonso V d'Aragona il permesso e i fondi per erigere una torre di guardia, giunta ai giorni nostri e divenuta simbolo di Pozzallo: la Torre Cabrera. Grazie a questa (della quale parleremo più approfonditamente in un altro articolo) l'importanza del "Caricatore" crebbe ulteriormente, tanto da divenire il secondo più importante del regno dopo quello di Palermo.
E' bello fermarsi a pensare che da qui, dalla Zabbatana, carichi di ottimo grano siciliano giungevano nei più importanti porti del Mediterraneo e che l'attività portuale di Pozzallo sia nata proprio qui, quasi timidamente, tra un sacco di grano e un carico di carrube, all'ombra della maestosa torre.
Il Caricatore, nella funzione di magazzini e uffici, rimase in funzione fino a metà del secolo scorso, quando furono ufficialmente dismessi e venduti a privati in concomitanza con la nascita dell'attuale sito portuale.
In quegli anni, oltre al grano, ospitarono samme di carrube, olive, botti di vino, cafisi di olio ma anche ferro e legname che da Pozzallo partivano per l'Italia, il Nord Africa e in tutta Europa.
Alcuni magazzini vennero abbandonati, altri ospitarono una pescheria (quelli prossimi alla Chiesa della Madonna di Portosalvo, nella foto sotto, vent'anni prima di divenire ristorante pizzeria) o il laboratorio della famosa pasticceria di Alfio Torrisi, u catanisi (nello stabile attualmente in ristrutturazione, che da sul mare).
E voi? Che ricordi avete del Caricatore?
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